lunedì 10 ottobre 2016

Ostinata

Passeggiava lungo il canale, quando guardando verso la casa di Anna Frank decise di sedersi su una panchina dalla parte opposta, non per ammirare la casa, ma le persone che aspettavano di entrare.
Provava un senso di appartenenza al mondo guardandoli, scrutando vide se stessa con un ragazzo mano per la mano sembrava innamorata e anche lui.
Le diceva cose dolci, l'ammaliava con le sue parole, i suoi gesti e le sue carezze nulla le faceva più credere che si sarebbero divisi, sarebbero stati una cosa sola per sempre.
Il giorno in cui lo conobbe, aveva bevuto il suo solito caffè e come al solito si era preparata per andare al lavoro ormai non sembrava più provare emozioni, le disgrazie non la facevano soffrire, nell'amore non sentiva più sincerità e i risultati voluti non sembrava li avesse mai desiderati.
Lui invece giocava con le persone per sfogare quella rabbia che da sempre lo aveva trascinato in un tunnel senza uscita.. non sapeva di essere crudele, o forse sin da piccolo si era allenato per diventare così ?
Lei arrivata al lavoro non riusciva più a camminare, le gambe tremavano e soffrivano, la luce rosastra e arancione del tramonto sembrava ricoperta da un velo biancastro che rendeva l'atmosfera divina, ma ai suoi occhi le ricordava solo i pianti sul balcone all'alba.
Lui era seduto al ristorante, l'aveva  notata appena entrato.
Subito cercò di rubare uno sguardo da lei o almeno un segno per poter amarrare la preda.